Lettera aperta alle donne

Lettera aperta alle donne

Cara amica,

l’8 marzo è passato da pochi giorni e come sempre avviene, “passata la festa, gabbato lu santo”: passata la festa, a noi donne non restano nemmeno le occasioni per discutere sulla nostra situazione sociale. Insomma, con un mazzo di mimose si celebra un po’, poi si torna al solito tran tran.

I dati li avrai letti sui giornali, è inutile che te li riproponga: le donne continuano drammaticamente ad essere le prime a perdere il lavoro e le ultime a trovarlo. E comunque, raramente riescono a vedersi attribuiti i meriti: bisogna essere molto più in gamba degli uomini per ambire alle stesse posizioni direttive. Per non parlare poi di quel che la politica e la televisione ci stanno regalando: se non sei telegenica e quantomeno bellissima, politica e spettacolo sono quasi tabù.

Io, per quanto riguarda la politica, mi reputo fortunata: posso provare a migliorare la società in cui vive la mia famiglia sia a Cattolica, dove sono consigliera comunale, sia ora in Regione Emilia – Romagna, dove sono candidata alle elezioni del prossimo 28 e 29 marzo.

Se verrò adeguatamente sostenuta, potrei cercare di migliorare il governo del nostro territorio portando quelle che sono ormai riconosciute nostre peculiarità: una migliore visione dell’amministrazione, dell’organizzazione dei tempi e delle risorse pubbliche che, è dimostrato, le donne sanno portare. E che, nei paesi dove le donne sono più attive, garantiscono maggior benessere e maggiore occupazione.

In Italia non è così: addirittura in percentuale ci sono meno donne nei consigli di amministrazione delle spa che nei paesi arabi come l’Oman e il Kuwait (fonte Financial Times).

Non sono una marziana, non credo che a te e alla maggior parte delle donne interessi entrare nei vertici di una società per azioni. Magari, come me, ti accontenteresti di un lavoro meno precario, di una scuola di qualità, di tempi e orari d’ufficio che non ti facessero, ogni giorno, scapicollare tra lavoro, famiglia e – poco, sempre troppo poco – tempo libero.

Ecco, se questa esperienza in Regione mi permettesse di migliorare queste poche cose, lavoro, scuola, tempi di vita, credo che sarebbe già un grande risultato. E se vuoi, magari il 28 e 29 marzo potresti aiutarmi: basta una croce sul simbolo del Pd e la scritta Eva Ciaroni a fianco.

Un abbraccio.

Eva Ciaroni



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